BrentaBlues a Torreglia
- Alberto Cagnin
- 1 feb
- Tempo di lettura: 19 min
Aggiornamento: 1 feb
Cinema Teatro "La Perla"
1 febbraio 2026
Ecco le nostre canzoni
La voglia e la pazzia (Bardotti-Toquinho-Vinicius De Moraes)
La strada e la stella (Lucio Dalla)
La settima luna (Lucio Dalla)
Com'è profondo il mare (Lucio Dalla)
Figlio dei Beatles (Alberto Cagnin)
Drìo 'na carezà ( Fabrizio De Andrè - Alberto Cagnin)
Fiume Sand Creek (Fabrizio De Andrè)
Acrobati (Daniele Silvestri)
Il bandito e il campione (Luigi Grechi, Francesco De Gregori)
The logical song (Richard Davies, Roger Hodgson)
Who can it be now (Colin James Hay)
Overkill (Colin James Hay)
Slow Train (Bob Dylan)
Un'estate fa (Pierre Delanoe/Michel Paul Fugain/Francesco Califano)
The House of The Rising Sun (trad. blues, Alan Price, Leo Landros, Arno Flor)
Vince chi molla (Niccolò Fabi)
A muso duro (Pierangelo Bertoli)
Giudecca Prison Blues (Johnny Cash, Alberto Cagnin)
Forever Young (Tito Schipa jr., Bob Dylan)
Presenta Maria Artusi
Buonasera.
Questa sera a Torreglia vogliamo festeggiare insieme i nostri compleanni, mettendoci dentro la voglia e la pazzia di suonare insieme, di percorrere strade non sempre note, forse perché chi lo sa dove si va, che cosa c'è nella testa di chi gioca a biliardino, o che cosa rappresenta il mare. Forse siamo noi i pesci, e abbiamo paura che qualcuno ci voglia umiliare asciugando il mare.
Eppure cantiamo saltando sulle spalle dei Beatles e dei Rolling Stones, di Lucio Dalla e di Ron, uniti da una corda invisibile che aiuta a non perdersi... sì, perché il male lo incroci ovunque, anche osservando le tende capovolte, dove dovrebbero dormire in pace i nonni e i bambini.
E' questione di resistere, di trovare un equilibrio tra le mille acrobazie della vita, tra chi scappa e chi insegue, tra chi si guarda indietro e capisce che la logica non era quella giusta, per cui c'è il rischio di chiudersi facendo assoluto riferimento a noi stessi, riempiendo i silos delle nostre tasche e lasciando morire di fame chi è meno capace o fortunato.
Per fortuna che in tutto questo abbiamo la possibilità di amare, di ricordare, di sorridere agli scherzi della vita, di cantare e di esserci.
Questa sera abbiamo la possibilità di guardare avanti. La possibilità di ascoltare, di cantare, di cambiare. Questa sera è per noi un grande regalo.
Grazie a don Franco e alla comunità di Torreglia.
Buon ascolto.
SUONANO PER VOI:
Alessandra Cagnin - voce
Pierpaolo Babetto - tastiere e voce
Alberto Cagnin - chitarra, armonica e voce
Pierantonio Carraro - basso e voce
Stefano Doardo - chitarra e voce
Massimo Facchin - tastiere e voce
Roberto Melan - cajon, percussioni, cajon e voce
Lorenzo Perin - voce e piccole percussioni
La voglia e la pazzia
Ornella Vanoni-Bardotti-Toquinho-Vinicius De Moraes
A questo punto stiamo tanto bene io e te
che non ha senso tirar fuori i come ed i perche’
cerchiamo insiemetutto il bello della vita
in un momentoche non scappi tra le dita
e dimmi ancora tutto quello che mi aspetta gia’
che il tempo insiste perche esiste il tempo che verra’
a questo punto buonanotte all’incertezza
ai problemi all’amarezza
sento il carnevale entrare in me
e sento crescere la voglia la pazzia
l’incoscienza l’allegria
di morir d’amore insieme a te
a questo punto stiamo tanto bene io e te
che non ha senso
tirar fuori i come ed i perche’
cerchiamo insieme tutto il bello della vita
in un momento che non scappi tra le dita
e dimmi ancora tutto quello che mi aspetta gia’
che il tempo insiste perche esiste il tempo che verra’
a questo punto buonanotte all’incertezza
ai problemi all’amarezza
sento il carnevale entrare in me
e sento crescere la voglia la pazzia
l’incoscienza l’allegria
di morir d’amore insieme a te
e dimmi ancora tutto quello che mi aspetta gia’
che il tempo insiste perché esiste il tempo che verra’
a questo punto buonanotte all’incertezza
ai problemi all’amarezza
sento il carnevale entrare in me
e sento crescere la voglia la pazzia
l’incoscienza l’allegria
di morir d’amore insieme a te
e sento crescere la voglia la pazzia
l’incoscienza l’allegria
di morir d’amore insieme a te
La strada e la stella
Lucio Dalla
Che una sola verità non c'è
È gia una verità
Siamo troppo vicini a confini
Di fuoco, di ghiaccio, siamo carte nel vento
Corriamo soltanto, si segue poco l'istinto
Chi lo sa perché
Delle volte, anzi spesso, siamo teneri e dolci
Per poi prenderci a calci
Va bene giocare, basta solo evitare
le mine inesplose nel cuore
Abbiam paura di stare insieme
Abbiam paura di restare soli
Forse tu lo sai, tu
Forse tu sai dove si va
Qual è la strada, qual è la stella
Forse tu sai come si fa
A prendere il volo
E la felicità
Mentre passa e se ne va
Quando passa non si sa
Mi manca una parola
O mi rimane in gola,
Forse ho ancora il cuore troppo vicino alla mente
Per potermi salvare
La mia polizia mentale
Fa ancora uso di lacrimogeni
Anche tu lo sai
Che sono un po' lento e ci arrivo in ritardo
Adesso stò zitto perché è un'ora che parlo
Ma come sto bene solamente con te
E questa notte non capisco perché
Abbiam paura di stare insieme
Abbiam paura di restare soli
Forse tu lo sai, tu
Forse tu sai dove si va
E qual è la strada, qual è la stella
Forse tu sai come si fa
A prendere il volo
E la felicità
Mentre passa e se ne va
Quando passa non si sa.
L'ULTIMA LUNA
Lucio Dalla
1979

La 7a luna
Era quella del luna-park
Lo scimmione si aggirava
Dalla giostra al bar
Mentre l'angelo di Dio bestemmiava
Facendo sforzi di petto
Grandi muscoli e poca carne
Povero angelo benedetto.
La 6a luna
Era il cuore di un disgraziato
Che, maledetto il giorno che era nato,
Ma rideva sempre
Da anni non vedeva le lenzuola
Con le mani sporche di carbone
Toccava il culo a una signora
E rideva e toccava
Sembrava lui il padrone.
La 5a luna
Fece paura a tutti
Era la testa di un signore
Che con la morte vicino giocava a biliardino
Era grande ed elegante
Né giovane né vecchio
Forse malato
Sicuramente era malato
Perché perdeva sangue da un orecchio.
La 4a luna
Era una fila di prigionieri
Che camminando
Seguivano le rotaie del treno
Avevano i piedi insanguinati
E le mani senza guanti
Ma non preoccupatevi
Il cielo è sereno
Oggi non ce ne sono più tanti.
La 3a luna uscirono tutti per guardarla
Era così grande
Che più di uno pensò al Padre Eterno
Sospesero i giochi e si spensero le luci
Cominciò l'inferno
La gente corse a casa perché per quella notte
Ritornò l'inverno.
La 2a luna, la 2a luna, la 2a luna, la 2a luna
LunaLunaLunaLunaaaaa
LunaLunaLunaLunaaaaaaaaaa
La Seconda Luna
Portò la disperazione tra gli zingari
Qualcuno addirittura si amputò un dito
Andarono in banca a fare qualche operazione
Ma che confusione
La maggior parte prese cani e figli
E corse alla stazione.
L'ultima luna
La vide solo un bimbo appena nato,
Aveva occhi tondi e neri e fondi
E non piangeva
Con grandi ali prese la luna tra le mani, tra le mani
E volò via e volò via
Era l'uomo di domani l'uomo di domani
E volò via e volò via
Era l'uomo di domani l'uomo di domani
Com'è profondo il mare
Lucio Dalla

Siamo noi, siamo in tanti,
Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti, dei linotipisti
Siamo i gatti neri, siamo pessimisti,
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare
Babbo, che eri un gran cacciatore, di quaglie e di fagiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare
È inutile, non c'è più lavoro, Non c'è più decoro
Dio o chi per lui, Sta cercando di dividerci
Di farci del male
di farci annegare
Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare
Con la forza di un ricatto, L'uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti, spalancò prigioni
Bloccò sei treni con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
A un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere, a piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare, Com'è profondo il mare
Poi da solo l'urlo diventò un tamburo
E il povero come un lampo nel cielo sicuro
Cominciò una guerra per conquistare,
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore doveva coltivare
Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare
Ma la terra gli fu portata via,
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato in un palazzo, in un fosso
Non ricordo bene,
Poi una storia di catene, bastonate
E chirurgia sperimentale
Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare
Intanto un mistico, forse un'aviatore,
Inventò la commozione
Che rimise d'accordo tutti, I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti, Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio, Così da potersi guardare
Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare
Frattanto i pesci, Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi, Al dramma collettivo di questo mondo
Che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare, Com'è profondo il mare
Nel loro grande mare, Com'è profondo il mare
È chiaro che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa è muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perché lo protegge il mare, Com'è profondo il mare
Certo, chi comanda, Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l'oceano,
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare, Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare, Così stanno piegando il mare
Per approfondire:
FIGLIO DEI BEATLES
Alberto Cagnin
2024

Figlio dei Beatles è
una mappa per orientarci
una storia di ascolti
un ritratto con pennellate impressioniste
Sono un figlio dei Beatles e dei Rolling Stones
Di Gianni Morandi e di Ron
Cresciuto a pallone e campi di periferia
Frequento la notte e ho voglia di andare via
Suonala ancora Sam quella vecchia canzone
Suonala per Mina e per Rita Pavone
Per Sergio Endrigo e Massimo Ranieri
Per i giovani di oggi e i ragazzi di ieri
Suona per Giorgia e la sua voce sognante
Anche fuori dal letto sarei un tenero amante
Suona per Iva e per Ornella Vanoni
Per le luci a San Siro e Roberto Vecchioni
Suonala per Lucio, dico Dalla e Battisti
Per i pezzi più allegri e tutti i frutti misti
Suonala per Dylan e le sue evoluzioni
Suona per Elisa e per Claudio Baglioni
Sono un figlio dei tempi e dei trilli di Chopin
Della dolce vita e di Jean Gabin
Di Paolo Conte e del Porfirio dadaista
Siamo stati a Sanremo ma nemmeno un’intervista
Parlami ancora Sam di quella canzone
Della malafemmena e di Carosone
Di Pino Daniele e di Edoardo Bennato
Di Teresa De Sio e Gerardina Trovato
Parlami del sound di Sergio Caputo
Degli arpeggi aperti di Fabio Concato
Parla di Carmen e del suo Narciso
Di Gaber Bollani e Fiordaliso
Parlami dei versi potenti della cura
Della tua felicità e della nostra paura
Di Cesare che aspetta perduto nella pioggia
E di quell’anello rimasto sulla spiaggia
Sono un figlio di Clapton e dei Dire Straits
Di Amy di Elton e di Steve Ray
Tom Petty è un folletto del mio pianoforte
E a Sheryl Crow ho fatto a lungo la corte
Lasciami viaggiare con Samuele Bersani
Con Daniele Silvestri e con Ivan Graziani
Sono un acrobata pigro e lo sai
Non so dire ‘per sempre’ e non so dire ‘mai’
Con Piero Ciampi e Franco Califano
Ho cantato i Dik Dik i Genesis e Al Bano
Faber scriveva di fiori e letame
Mentre io componevo “Vorrei essere un cane”
Ho ascoltato di tutto e ho imparato male
Soffrendo da anni di bulimia musicale
Vorace cliente di contraddizioni
non mi vendere niente se non sono canzoni
STRUM.
Sono un figlio di Sting e di Pat Metheny
Di Bruce, Van Morrison e di Guccini
Lontano parente dei Rumatera
Ho amato Baccini e Roma di sera
Sono un figlio dei Beatles e dei Rolling Stones
Di Gianni Morandi e di Ron
Cresciuto a pallone e scampoli di melodia
Frequento la notte e ho voglia di andare via
CREUZA DE MA / DRIO 'NA CAREZA'
F. De Andrè/Alberto Cagnin
1984/2008
Face da ombre, face da sgarbee
Da dove che vegnì, dove xe che ‘ndè
Da un posto dove a luna se mostra nuda
A note ne punta un corteo aea goea
E Dio xe deventà paron del ponaro
El diavoeo in cieo el se ga fato gnaro
‘ndemo via dai campi pa tirase su
‘ndemo da Claudio no se alsemo più
e anda e-e anda e-e-e anda yo (x2)
Vedaremo là chi che ghe sarà
Da Claudio tanto no xe mai sarà
Gente da San Piero face da bordeo
Quei che del branzin i preferisse el peo
Toxe de fameja, che e sà de bon
Che te poi vardarle sensa el goldon
e anda e-e anda e-e-e anda yo (x2)
E a ‘ste panse vode cossa el ghe darà
Robe da bevare robe da magnare
Canoce e bevarasse col prosechin
‘na fritura mista col steso vin
peoci e capesante pena pescae
scampi buziari e orae soto sae
e anda e-e anda e-e-e anda yo (x2)
E ultime batute ‘e fazemo fora
Sensa mostrarse qualcuno varda l’ora
E a luce che riva ae nostre spae
A xe sorea dea vita e dee nostre bae
Parona dea corda che ne ga igà
E che ne riporta casa drio ‘na carezà.
e anda e-e anda e-e-e anda yo (ad lib.)
FIUME SAND CREEK
F. De Andrè

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
Fu un generale di vent'anni
Occhi turchini e giacca uguale
Fu un generale di vent'anni
Figlio d'un temporale
C'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
E quella musica distante diventò sempre più forte
Chiusi gli occhi per tre volte
Mi ritrovai ancora lì
Chiesi a mio nonno è solo un sogno
Mio nonno disse sì
A volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
Mhm
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
Il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso
Le lacrime più piccole
Le lacrime più grosse
Quando l'albero della neve
Fiorì di stelle rosse
Ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek
Mhm
Mhm
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
C'erano solo cani e fumo e tende capovolte
Tirai una freccia in cielo
Per farlo respirare
Tirai una freccia al vento
Per farlo sanguinare
La terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Mhm
Mhm
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
Fu un generale di vent'anni
Occhi turchini e giacca uguale
Fu un generale di vent'anni
Figlio d'un temporale
Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
Mhm
Mhm
ACROBATI
Daniele Silvestri
2016

Visto dall'oblò di questo aereo
Il mondo sembra bene organizzato
Dell'uomo cogli l'operato serio
Il tratto netto, duro ed ordinato
Reticoli di campi cesellati
Di cui non percepisci mai l'arsura
E specchi d'acqua poi, come diamanti
Quell'uomo ha regalato alla natura
Forse per darle una struttura
Per darle una struttura
Le strade che si inseguono impossibili
Dei popoli raccontano il cammino
Aggirano i più straordinari ostacoli
O basta non guardarle da vicino
E noi che siamo in mezzo a queste ali impavide
Non siamo niente o siamo tutto
Lasciarci trasportare è stato facile
Ma adesso ritornare giù non sembrerebbe giusto
Dovremmo resistere
Dovremmo insistere
E starcene ancora su
Se fosse possibile
Toccando le nuvole
O vivere altissimi
Come due acrobati
Sospesi
Non guardare giù, non so se c'è la rete
Il mondo da quassù sembra lontano e invece
Invece è un attimo e lo sai
Rifinirci dentro
E devo stare attento
A non sbagliare ancora
A non sbagliare ancora
A non sbagliare ancora
(A stare sospesi)
E c'è una strada sottilissima
Che non riesco più a vedere
Se continui ad aggrapparti rischiamo di cadere
Di cadere oppure fingere un'altra acrobazia
Questione di equilibrio
E l'equilibrio è una filosofia
Dovremmo resistere
Dovremmo insistere
E starcene ancora su
Se fosse possibile
Toccando le nuvole
O vivere altissimi
Come due acrobati
Sospesi
Il tempo
Non passa
Rallenta
Si ferma
È il vento
Che conta
Che canta
Disobbedire alla gravità
Non credo che sia grave
Non credo che sia grave
Non puoi chiamarla libertà
Finchè non rischi di cadere
Non rischi di cadere dall'alto
C'è sempre qualcuno che guarda
Guarda
IL BANDITO E IL CAMPIONE
Luigi Grechi/Francesco De Gregori
1990/1993

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
un'unica passione per la bicicletta
un incrocio di destini in una strana storia
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
una storia d'altri tempi, di prima del motore
quando si correva per rabbia o per amore
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
e chi sarà il campione già si capisce.
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è dietro a quella curva, è sempre più distante.
E dietro alla curva del tempo che vola
c'è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola
se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale
Sante il bandito ha una mira eccezionale
e lo sanno le banche e lo sa la questura
Sante il bandito mette proprio paura
e non servono le taglie e non basta il coraggio
Sante il bandito ha troppo vantaggio.
Fu antica miseria o un torto subito
a fare del ragazzo un feroce bandito
ma al proprio destino nessuno gli sfugge
cercavi giustizia ma trovasti la Legge.
Ma un bravo poliziotto che sa fare il mio mestiere
sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere
e ti fece cadere la tua grande passione
di aspettare l'arrivo dell'amico campione
quel traguardo volante ti vide in manette
brillavano al sole come due biciclette
Sante Pollastri il tuo Giro è finito
e già si racconta che qualcuno ha tradito.
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è sempre più lontano, è sempre più distante
sempre più lontano, sempre più distante...
THE LOGICAL SONG
Supertramp
1979

When I was young, it seemed that life was so wonderful
A miracle, it was beautiful, magical
And all the birds in the trees, well they'd be singing so happily
joyfully, playfully watching me
But then they sent me away to teach me how to be sensible
And they showed me a world where I could be so dependable
Won't you please, please tell me what we've learned?
I know it sounds absurd
I said, now, watch what you say, they'll be calling you a radical
A liberal, oh, fanatical, criminal
won't you sign up your name?
We'd like to feel you're acceptable
Respectable, presentable, a vegetable
Please tell me who I am
There are times when all the world's asleep
The questions run too deep
For such a simple man
But at night, when all the world's asleep
The questions run so deep
For such a simple man
Won't you please, please tell me what we've learned?
I know it sounds absurd
Please tell me who I am, who I am, who I am
WHO CAN IT BE, NOW?
Men at Work
1981
1. Who can it be knocking at my door?
Go 'way, don't come 'round here no more
Can't you see that it's late at night?
I'm very tired and I'm not feeling right
All I wish is to be alone^^^
Stay away, don't you invade my home
Best off if you hang outside^^^
Don't come in, I'll only run and hide
Who can it be now? Who can it be now?
Who can it be now? Who can it be now?
1. Who can it be knocking at my door?
Make no sound, tip-toe across the floor
If he hears, he'll knock all day^^^
I'll be trapped and here I'll have to stay
I've done no harm, I keep to myself^^^
There's nothing wrong with
my state of mental health
I like it here with my childhood friend^^^
Here they come, those feelings again!
Who can it be now? x 4
Is it the man come to take me away?
Why do they follow me?
It's not the future that I can see
It's just my fantasy, yeah
Strum.
Ooh, who can it be now? Who can it be now? Who can it be now? Who can it be now? Who can it be now?
(Oh, wee oh)
Who can it, Who can it (Ooh ooh) Who can it be now? (Ooh ooh wee) Yeah yeah yeah
(Oh, wee oh)
Who can it, Who can it (Ooh ooh) Who can it be now? (Ooh ooh wee) Yeah yeah yeah
OVERKILL
Men at Work
1981
I can't get to sleep
I think about the implications
Of diving in too deep
And possibly the complications
Especially at night
I worry over situations
I know will be alright
Perhaps it's just my imagination
Day after day it reappears
Night after night
my heartbeat shows the fear
ghosts appear and fade away
Alone between the sheets
Only brings exasperation
It's time to walk the streets
Smell the desperation
At least there's pretty lights
And though there's little variation
It nullifies the night
From overkill
Day after day it reappears
Night after night
my heartbeat shows the fear
ghosts appear and fade away
CHORUS
I can't get to sleep
I think about the implications
Of diving into deep
And possibly the complications
Especially at night
I worry over situations that
I know will be allright
It's just overkill
Day after day it reappears
Night after night
my heartbeat shows the fear
ghosts appear and fade away
ghosts appear and fade away
ghosts appear and fade away
SLOW TRAIN COMING
Bob Dylan/Alberto Cagnin
1981

A volte, deluso e depresso
Mi meraviglio su ciò che accade ai miei amici
Sono salvi o dispersi?
Non sanno il prezzo che serve per liberarsi
Da tutti i materialismi, che sono i veri nemici
RIT.: E c’è un treno che va lento
E che arriverà qui
Avevo una donna della bassa padovana
Era un tipo ricercato ma di certo concreto
Diceva “Ragazzo, lascia perdere tutto
Potresti essere morto,
come un dato di fatto” RIT.
Tutto il petrolio straniero
Che controlla il pensiero
Guardati intorno è destinato a creare problemi*
Sceicchi che girano in Ferrari
Con collane, anelli e orologi rari
Che decidono il nostro futuro
Da Milano a Bali RIT.
Solo
L’uomo è gonfio di ego, la sua legge è il menefrego,
non si applica più, non è affidabile e non sa più aspettare
Nella casa dei nuovi eroi
Non c’è più spazio per noi
Lo sciocco si vanta, mentre il diavolo canta RIT.
Il trafficante di tempo, omicida e stregone
Il signore del bluff, dell’ingiustizia padrone
Sai che non è distante, gira vestito elegante
Tutta gente che si nasconde dietro alla religione RIT.
C’è chi muore di fame e di sete
Mentre il silos è pieno, sapete che
costa più fare magazzino che sognare donando
C’è chi ti vuole omologato
Bello pulito allineato
Simulatore di amore fraterno
Non è questo il mio mondo.
Un'estate fa
Pierre Delanoe/Michel Paul Fugain/Francesco Califano

Un'estate fa
La storia di noi due
Era un po' come una favola
Ma l'estate va
E porta via con se
Anche il meglio delle favole
L'autostrada è là ma ci dividerà
L'autostrada della vacanza
Segnerà la tua lontananza
Un'estate fa non c'eri che tu
Ma l'estate somiglia a un gioco
È stupenda ma dura poco
Poco, poco, poco
Un'estate fa
La storia di noi due
Era un po' come una favola
Un'estate in più
Che ci regalerà
Un autunno malinconico
L'autostrada è là ma ci dividerà
L'autostrada della vacanza
Segnerà la tua lontananza
Un'estate fa non c'eri che tu
Ma l'estate assomiglia a un gioco
È stupenda ma dura poco
Poco, poco, poco
E finisce qua la storia di noi due
Sono cose che succedono
L'autostrada della vacanza
Segnerà la tua lontananza
Ma l'estate assomiglia a un gioco
È stupenda ma dura poco
Poco, poco, poco
E finisce qua la storia di noi due
Due persone che si perdono
L'autostrada è là
Ma ci regalerà
Un autunno malinconico
THE HOUSE OF THE RISING SUN
Trad. folk
1850 ca.

There is a house in New Orleans,
they call the Rising Sun,
and it's been the ruin of many a poor girl,
and me, oh God, I'm one.
My mother was a tailor,
She sewed these new blue jeans,
My sweetheart was a gambler,
Down in New Orleans.
Now the only thing a gambler needs,
is a suitcase and a trunk,
and the only time that he's satisfied,
is when he's on a drunk.
Oh tell my baby sister,
not to do what I've done,
but shun that house in New Orleans,
they call the Rising Sun.
Well with one foot on the platform,
and the other foot on the train,
I'm going back to New Orleans,
to wear that ball and chain.
I'm going back to New Orleans,
my race is almost run,
I'm going back to end my life,
down in the Rising Sun
There is a house in New Orleans,
they call the Rising Sun,
and it's been the ruin of many a poor girl,
and me, oh God, I'm one.
Vince chi molla
Niccolò Fabi

Lascio andare la mano
che mi stringe la gola
Lascio andare la fune
Che mi unisce alla riva
Il moschettone nella parete
L'orgoglio e la sete
Lascio andare le valigie
I mobili antichi
Le sentinelle armate in garritta
A ogni mia cosa trafitta
Lascio andare il destino
Tutti i miei attaccamenti
I diplomi appesi in salotto
Il coltello tra i denti
Lascio andare mio padre e mia madre
E le loro paure
Quella casa nella foresta
Un umore che duri davvero
Per ogni tipo di viaggio
Meglio avere un bagaglio leggero
Distendo le vene
E apro piano le mani
Cerco di non trattenere più nulla
Lascio tutto fluire
L'aria dal naso arriva ai polmoni
Le palpitazioni tornano battiti
La testa torna al suo peso normale
La salvezza non si controlla
Vince chi molla
Vince chi molla
A MUSO DURO
Pierangelo Bertoli
1980

Scrivere versi con la penna
Cantare canzoni per la strada
Senza dosare
Osare
E adesso che farò non so che dire
Ho freddo come quando stavo solo
Ho sempre scritto i versi con la penna
Non ho ordini precisi di lavoro
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
E quelli che rubavano un salario
I falsi che si fanno una carriera
Con certe prestazioni fuori orario
Canterò le mie canzoni per la strada
Ed affronterò la vita a muso duro
Un guerriero senza patria e senza spada
Con un piede nel passato
E lo sguardo dritto e aperto nel futuro
Ho speso quattro secoli di vita
E fatto mille viaggi nei deserti
Perché volevo dire ciò che penso
Volevo andare avanti ad occhi aperti
Adesso dovrei fare le canzoni
Con i dosaggi esatti degli esperti
Magari poi vestirmi come un fesso
Per fare il deficiente nei concerti
Canterò le mie canzoni per la strada
Ed affronterò la vita a muso duro
Un guerriero senza patria e senza spada
Con un piede nel passato
E lo sguardo dritto e aperto nel futuro
Non so se sono stato mai un poeta
E non mi importa niente di saperlo
Riempirò i bicchieri del mio vino
Non so com'è però vi invito a berlo
E le masturbazioni cerebrali
Le lascio a chi è maturo al punto giusto
Le mie canzoni voglio raccontarle
A chi sa masturbarsi per il gusto
Canterò le mie canzoni per la strada
Ed affronterò la vita a muso duro
Un guerriero senza patria e senza spada
Con un piede nel passato
E lo sguardo dritto e aperto nel futuro
E non so se avrò gli amici a farmi il coro
O se avrò soltanto volti sconosciuti
Canterò le mie canzoni a tutti loro
E alla fine della strada
Potrò dire che i miei giorni li ho vissuti
FOLSOM PRISON BLUES / GIUDECCA PRISON BLUES
Johnny Cash/Alberto Cagnin
1957/2008

[E]Na grande nave a scacchi
traversa ea Giudecca
El soe o vedo a tocchi, ogni tanto i me becca
So in [A]carcere a Venezia, ma el tempo passa[E]rà
In[B]tanto vardo e navi...chissà dove che e [E]va...
Quando che gero boccia, mia mama me dizeva
Fa sempre el bravo fìo, chi xe che a scoltava
Tra espedienti e colpi, me a so sempre cavà
E quando i me fermava.... no so mai scampà
Soli
Scometo che soa nave i xe tutti riconi
Che beve aperitivi che se spacca un fià i maroni
Ma anca mi comunque no a me passa tanto ben
A tuti i crocieristi... ghe metarìa el ve-en
Se i me fa vegnere fora
Aea prosima ocasion
Mi monto sora a nave, vago via da sta preson,
El più ontan possibie, cara Venessia mia,
Me fasso na crociera... a sfiga xe finìa
GIOVANE RESTANDO
FOREVER YOUNG (Bob Dylan)
Traduzione di Tito Schipa jr., con adattamento metrico by BrentaBlues
Dedicata a Don Franco Marin

Dio ti parla e ispira sempre
Si avvereranno i sogni tuoi
tu che aiuti sempre gli altri
e gli altri ti aiutano, sì lo vuoi
E sulla scala per le stelle
ogni gradino ti aiuta salendo
sempre giovane, sempre giovane restando
Giovane restando
Tu che cresci nella giustizia
tu che cresci nella verità
tu che sempre conosci il vero
bellezza ti circonderà
Tu che hai sempre coraggio
forte ed eretto rimanendo
sempre giovane, sempre giovane restando
Giovane restando
La tua mano opera sempre
i tuoi piedi sono veloci
tu hai radici forti
in mezzo al vento degli incroci
Nel tuo cuore hai sempre gioia
la tua canzone sempre cantando
sempre giovane, sempre giovane restando
Giovane restando
Grazie Torreglia!
Grazie per essere passati stasera e... alla prossima!
BrentaBlues







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