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BrentaBlues a Torreglia

Aggiornamento: 1 feb

Cinema Teatro "La Perla"


1 febbraio 2026


Ecco le nostre canzoni


  1. La voglia e la pazzia (Bardotti-Toquinho-Vinicius De Moraes)

  2. La strada e la stella (Lucio Dalla)

  3. La settima luna (Lucio Dalla)

  4. Com'è profondo il mare (Lucio Dalla)

  5. Figlio dei Beatles (Alberto Cagnin)

  6. Drìo 'na carezà ( Fabrizio De Andrè - Alberto Cagnin)

  7. Fiume Sand Creek (Fabrizio De Andrè)

  8. Acrobati (Daniele Silvestri)

  9. Il bandito e il campione (Luigi Grechi, Francesco De Gregori)

  10. The logical song (Richard Davies, Roger Hodgson)

  11. Who can it be now (Colin James Hay)

  12. Overkill (Colin James Hay)

  13. Slow Train (Bob Dylan)

  14. Un'estate fa (Pierre Delanoe/Michel Paul Fugain/Francesco Califano)

  15. The House of The Rising Sun (trad. blues, Alan Price, Leo Landros, Arno Flor)

  16. Vince chi molla (Niccolò Fabi)

  17. A muso duro (Pierangelo Bertoli)

  18. Giudecca Prison Blues (Johnny Cash, Alberto Cagnin)

  19. Forever Young (Tito Schipa jr., Bob Dylan)



Presenta Maria Artusi


Buonasera.

Questa sera a Torreglia vogliamo festeggiare insieme i nostri compleanni, mettendoci dentro la voglia e la pazzia di suonare insieme, di percorrere strade non sempre note, forse perché chi lo sa dove si va, che cosa c'è nella testa di chi gioca a biliardino, o che cosa rappresenta il mare. Forse siamo noi i pesci, e abbiamo paura che qualcuno ci voglia umiliare asciugando il mare.


Eppure cantiamo saltando sulle spalle dei Beatles e dei Rolling Stones, di Lucio Dalla e di Ron, uniti da una corda invisibile che aiuta a non perdersi... sì, perché il male lo incroci ovunque, anche osservando le tende capovolte, dove dovrebbero dormire in pace i nonni e i bambini.


E' questione di resistere, di trovare un equilibrio tra le mille acrobazie della vita, tra chi scappa e chi insegue, tra chi si guarda indietro e capisce che la logica non era quella giusta, per cui c'è il rischio di chiudersi facendo assoluto riferimento a noi stessi, riempiendo i silos delle nostre tasche e lasciando morire di fame chi è meno capace o fortunato.


Per fortuna che in tutto questo abbiamo la possibilità di amare, di ricordare, di sorridere agli scherzi della vita, di cantare e di esserci.


Questa sera abbiamo la possibilità di guardare avanti. La possibilità di ascoltare, di cantare, di cambiare. Questa sera è per noi un grande regalo.


Grazie a don Franco e alla comunità di Torreglia.


Buon ascolto.

SUONANO PER VOI:

Alessandra Cagnin - voce

Pierpaolo Babetto - tastiere e voce

Alberto Cagnin - chitarra, armonica e voce

Pierantonio Carraro - basso e voce

Stefano Doardo - chitarra e voce

Massimo Facchin - tastiere e voce

Roberto Melan - cajon, percussioni, cajon e voce

Lorenzo Perin - voce e piccole percussioni


La voglia e la pazzia

Ornella Vanoni-Bardotti-Toquinho-Vinicius De Moraes


A questo punto stiamo tanto bene io e te

che non ha senso tirar fuori i come ed i perche’

cerchiamo insiemetutto il bello della vita

in un momentoche non scappi tra le dita


e dimmi ancora tutto quello che mi aspetta gia’

che il tempo insiste perche esiste il tempo che verra’

a questo punto buonanotte all’incertezza

ai problemi all’amarezza

sento il carnevale entrare in me

e sento crescere la voglia la pazzia

l’incoscienza l’allegria

di morir d’amore insieme a te


a questo punto stiamo tanto bene io e te

che non ha senso

tirar fuori i come ed i perche’

cerchiamo insieme tutto il bello della vita

in un momento che non scappi tra le dita

e dimmi ancora tutto quello che mi aspetta gia’

che il tempo insiste perche esiste il tempo che verra’

a questo punto buonanotte all’incertezza

ai problemi all’amarezza

sento il carnevale entrare in me


e sento crescere la voglia la pazzia

l’incoscienza l’allegria

di morir d’amore insieme a te


e dimmi ancora tutto quello che mi aspetta gia’

che il tempo insiste perché esiste il tempo che verra’


a questo punto buonanotte all’incertezza

ai problemi all’amarezza

sento il carnevale entrare in me


e sento crescere la voglia la pazzia

l’incoscienza l’allegria

di morir d’amore insieme a te

e sento crescere la voglia la pazzia

l’incoscienza l’allegria

di morir d’amore insieme a te


La strada e la stella

Lucio Dalla

 

Che una sola verità non c'è

È gia una verità

Siamo troppo vicini a confini

Di fuoco, di ghiaccio, siamo carte nel vento

Corriamo soltanto, si segue poco l'istinto

Chi lo sa perché 

 

Delle volte, anzi spesso, siamo teneri e dolci

Per poi prenderci a calci

Va bene giocare, basta solo evitare 

le mine inesplose nel cuore

Abbiam paura di stare insieme 

Abbiam paura di restare soli

Forse tu lo sai, tu 


Forse tu sai dove si va

Qual è la strada, qual è la stella

Forse tu sai come si fa

A prendere il volo

E la felicità

Mentre passa e se ne va

Quando passa non si sa 

 

Mi manca una parola

O mi rimane in gola,

Forse ho ancora il cuore troppo vicino alla mente

Per potermi salvare

La mia polizia mentale

Fa ancora uso di lacrimogeni 

Anche tu lo sai 


Che sono un po' lento e ci arrivo in ritardo

Adesso stò zitto perché è un'ora che parlo

Ma come sto bene solamente con te

E questa notte non capisco perché

Abbiam paura di stare insieme 

Abbiam paura di restare soli

Forse tu lo sai, tu

 

Forse tu sai dove si va

E qual è la strada, qual è la stella

Forse tu sai come si fa

A prendere il volo

E la felicità

Mentre passa e se ne va

Quando passa non si sa.          


L'ULTIMA LUNA

Lucio Dalla

1979

La 7a luna

Era quella del luna-park

Lo scimmione si aggirava

Dalla giostra al bar

Mentre l'angelo di Dio bestemmiava

Facendo sforzi di petto

Grandi muscoli e poca carne

Povero angelo benedetto.


La 6a luna

Era il cuore di un disgraziato

Che, maledetto il giorno che era nato,

Ma rideva sempre

Da anni non vedeva le lenzuola

Con le mani sporche di carbone

Toccava il culo a una signora

E rideva e toccava

Sembrava lui il padrone.


La 5a luna

Fece paura a tutti

Era la testa di un signore

Che con la morte vicino giocava a biliardino

Era grande ed elegante

Né giovane né vecchio

Forse malato

Sicuramente era malato

Perché perdeva sangue da un orecchio.


La 4a luna

Era una fila di prigionieri

Che camminando

Seguivano le rotaie del treno

Avevano i piedi insanguinati

E le mani senza guanti

Ma non preoccupatevi

Il cielo è sereno

Oggi non ce ne sono più tanti.


La 3a luna uscirono tutti per guardarla

Era così grande

Che più di uno pensò al Padre Eterno

Sospesero i giochi e si spensero le luci

Cominciò l'inferno

La gente corse a casa perché per quella notte

Ritornò l'inverno.


La 2a luna, la 2a luna, la 2a luna, la 2a luna

LunaLunaLunaLunaaaaa

LunaLunaLunaLunaaaaaaaaaa


La Seconda Luna

Portò la disperazione tra gli zingari

Qualcuno addirittura si amputò un dito

Andarono in banca a fare qualche operazione

Ma che confusione

La maggior parte prese cani e figli

E corse alla stazione.


L'ultima luna

La vide solo un bimbo appena nato,

Aveva occhi tondi e neri e fondi

E non piangeva

Con grandi ali prese la luna tra le mani, tra le mani

E volò via e volò via

Era l'uomo di domani l'uomo di domani

E volò via e volò via

Era l'uomo di domani l'uomo di domani


Com'è profondo il mare

Lucio Dalla


Siamo noi, siamo in tanti,

Ci nascondiamo di notte 

Per paura degli automobilisti, dei linotipisti 

Siamo i gatti neri, siamo pessimisti,

Siamo i cattivi pensieri 

E non abbiamo da mangiare 

Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare 


Babbo, che eri un gran cacciatore, di quaglie e di fagiani 

Caccia via queste mosche 

Che non mi fanno dormire 

Che mi fanno arrabbiare 

Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare 


È inutile, non c'è più lavoro, Non c'è più decoro 

Dio o chi per lui, Sta cercando di dividerci 

Di farci del male 

di farci annegare 

Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare 


Con la forza di un ricatto, L'uomo diventò qualcuno 

Resuscitò anche i morti, spalancò prigioni 

Bloccò sei treni con relativi vagoni 

Innalzò per un attimo il povero 

A un ruolo difficile da mantenere 

Poi lo lasciò cadere, a piangere e a urlare 

Solo in mezzo al mare, Com'è profondo il mare 


Poi da solo l'urlo diventò un tamburo 

E il povero come un lampo nel cielo sicuro 

Cominciò una guerra per conquistare,

Quello scherzo di terra 

Che il suo grande cuore doveva coltivare 

Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare


Ma la terra gli fu portata via,

Compresa quella rimasta addosso

Fu scaraventato in un palazzo, in un fosso

Non ricordo bene,

Poi una storia di catene, bastonate

E chirurgia sperimentale

Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare


Intanto un mistico, forse un'aviatore,

Inventò la commozione

Che rimise d'accordo tutti, I belli con i brutti

Con qualche danno per i brutti, Che si videro consegnare

Un pezzo di specchio, Così da potersi guardare

Com'è profondo il mare, Com'è profondo il mare


Frattanto i pesci, Dai quali discendiamo tutti

Assistettero curiosi, Al dramma collettivo di questo mondo

Che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo

E cominciarono a pensare

Nel loro grande mare, Com'è profondo il mare

Nel loro grande mare, Com'è profondo il mare


È chiaro che il pensiero dà fastidio

Anche se chi pensa è muto come un pesce

Anzi un pesce

E come pesce è difficile da bloccare

Perché lo protegge il mare, Com'è profondo il mare


Certo, chi comanda, Non è disposto a fare distinzioni poetiche

Il pensiero come l'oceano,

Non lo puoi bloccare

Non lo puoi recintare

Così stanno bruciando il mare, Così stanno uccidendo il mare

Così stanno umiliando il mare, Così stanno piegando il mare


Per approfondire:



FIGLIO DEI BEATLES

Alberto Cagnin

2024

Figlio dei Beatles è

una mappa per orientarci

una storia di ascolti

un ritratto con pennellate impressioniste


Sono un figlio dei Beatles e dei Rolling Stones

Di Gianni Morandi e di Ron

Cresciuto a pallone e campi di periferia

Frequento la notte e ho voglia di andare via


Suonala ancora Sam quella vecchia canzone

Suonala per Mina e per Rita Pavone

Per Sergio Endrigo e Massimo Ranieri

Per i giovani di oggi e i ragazzi di ieri


Suona per Giorgia e la sua voce sognante

Anche fuori dal letto sarei un tenero amante

Suona per Iva e per Ornella Vanoni

Per le luci a San Siro e Roberto Vecchioni

Suonala per Lucio, dico Dalla e Battisti

Per i pezzi più allegri e tutti i frutti misti

Suonala per Dylan e le sue evoluzioni

Suona per Elisa e per Claudio Baglioni


Sono un figlio dei tempi e dei trilli di Chopin

Della dolce vita e di Jean Gabin

Di Paolo Conte e del Porfirio dadaista

Siamo stati a Sanremo ma nemmeno un’intervista


Parlami ancora Sam di quella canzone

Della malafemmena e di Carosone

Di Pino Daniele e di Edoardo Bennato

Di Teresa De Sio e Gerardina Trovato


Parlami del sound di Sergio Caputo

Degli arpeggi aperti di Fabio Concato

Parla di Carmen e del suo Narciso

Di Gaber Bollani e Fiordaliso


Parlami dei versi potenti della cura

Della tua felicità e della nostra paura

Di Cesare che aspetta perduto nella pioggia

E di quell’anello rimasto sulla spiaggia


Sono un figlio di Clapton e dei Dire Straits

Di Amy di Elton e di Steve Ray

Tom Petty è un folletto del mio pianoforte

E a Sheryl Crow ho fatto a lungo la corte


Lasciami viaggiare con Samuele Bersani

Con Daniele Silvestri e con Ivan Graziani

Sono un acrobata pigro e lo sai

Non so dire ‘per sempre’ e non so dire ‘mai’


Con Piero Ciampi e Franco Califano

Ho cantato i Dik Dik i Genesis e Al Bano

Faber scriveva di fiori e letame

Mentre io componevo “Vorrei essere un cane”


Ho ascoltato di tutto e ho imparato male

Soffrendo da anni di bulimia musicale

Vorace cliente di contraddizioni

non mi vendere niente se non sono canzoni


STRUM.


Sono un figlio di Sting e di Pat Metheny

Di Bruce, Van Morrison e di Guccini

Lontano parente dei Rumatera

Ho amato Baccini e Roma di sera


Sono un figlio dei Beatles e dei Rolling Stones

Di Gianni Morandi e di Ron

Cresciuto a pallone e scampoli di melodia

Frequento la notte e ho voglia di andare via


CREUZA DE MA / DRIO 'NA CAREZA'

F. De Andrè/Alberto Cagnin

1984/2008

Face da ombre, face da sgarbee

Da dove che vegnì, dove xe che ‘ndè

Da un posto dove a luna se mostra nuda

A note ne punta un corteo aea goea

E Dio xe deventà paron del ponaro

El diavoeo in cieo el se ga fato gnaro

‘ndemo via dai campi pa tirase su

‘ndemo da Claudio no se alsemo più

e anda e-e anda e-e-e anda yo (x2)


Vedaremo là chi che ghe sarà

Da Claudio tanto no xe mai sarà

Gente da San Piero face da bordeo

Quei che del branzin i preferisse el peo

Toxe de fameja, che e sà de bon

Che te poi vardarle sensa el goldon

e anda e-e anda e-e-e anda yo (x2)


E a ‘ste panse vode cossa el ghe darà

Robe da bevare robe da magnare

Canoce e bevarasse col prosechin

‘na fritura mista col steso vin

peoci e capesante pena pescae

scampi buziari e orae soto sae


e anda e-e anda e-e-e anda yo (x2)


E ultime batute ‘e fazemo fora

Sensa mostrarse qualcuno varda l’ora

E a luce che riva ae nostre spae

A xe sorea dea vita e dee nostre bae

Parona dea corda che ne ga igà

E che ne riporta casa drio ‘na carezà.


e anda e-e anda e-e-e anda yo (ad lib.)


FIUME SAND CREEK

F. De Andrè

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

Fu un generale di vent'anni

Occhi turchini e giacca uguale

Fu un generale di vent'anni

Figlio d'un temporale

C'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek


I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte

E quella musica distante diventò sempre più forte

Chiusi gli occhi per tre volte

Mi ritrovai ancora lì

Chiesi a mio nonno è solo un sogno

Mio nonno disse sì


A volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

Mhm


Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso

Il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso

Le lacrime più piccole

Le lacrime più grosse

Quando l'albero della neve

Fiorì di stelle rosse

Ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek

Mhm

Mhm


Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte

C'erano solo cani e fumo e tende capovolte

Tirai una freccia in cielo

Per farlo respirare

Tirai una freccia al vento

Per farlo sanguinare


La terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Mhm

Mhm


Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

Sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

Fu un generale di vent'anni

Occhi turchini e giacca uguale

Fu un generale di vent'anni

Figlio d'un temporale


Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

Mhm

Mhm


ACROBATI

Daniele Silvestri

2016

Visto dall'oblò di questo aereo

Il mondo sembra bene organizzato

Dell'uomo cogli l'operato serio

Il tratto netto, duro ed ordinato

Reticoli di campi cesellati

Di cui non percepisci mai l'arsura

E specchi d'acqua poi, come diamanti

Quell'uomo ha regalato alla natura

Forse per darle una struttura

Per darle una struttura


Le strade che si inseguono impossibili

Dei popoli raccontano il cammino

Aggirano i più straordinari ostacoli

O basta non guardarle da vicino

E noi che siamo in mezzo a queste ali impavide

Non siamo niente o siamo tutto

Lasciarci trasportare è stato facile

Ma adesso ritornare giù non sembrerebbe giusto


Dovremmo resistere

Dovremmo insistere

E starcene ancora su

Se fosse possibile

Toccando le nuvole

O vivere altissimi

Come due acrobati

Sospesi


Non guardare giù, non so se c'è la rete

Il mondo da quassù sembra lontano e invece

Invece è un attimo e lo sai

Rifinirci dentro

E devo stare attento

A non sbagliare ancora

A non sbagliare ancora

A non sbagliare ancora

(A stare sospesi)


E c'è una strada sottilissima

Che non riesco più a vedere

Se continui ad aggrapparti rischiamo di cadere

Di cadere oppure fingere un'altra acrobazia

Questione di equilibrio

E l'equilibrio è una filosofia


Dovremmo resistere

Dovremmo insistere

E starcene ancora su

Se fosse possibile

Toccando le nuvole

O vivere altissimi

Come due acrobati

Sospesi


Il tempo

Non passa

Rallenta

Si ferma

È il vento

Che conta

Che canta


Disobbedire alla gravità

Non credo che sia grave

Non credo che sia grave

Non puoi chiamarla libertà

Finchè non rischi di cadere

Non rischi di cadere dall'alto

C'è sempre qualcuno che guarda

Guarda


IL BANDITO E IL CAMPIONE

Luigi Grechi/Francesco De Gregori

1990/1993

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta

un'unica passione per la bicicletta

un incrocio di destini in una strana storia

di cui nei giorni nostri si è persa la memoria

una storia d'altri tempi, di prima del motore

quando si correva per rabbia o per amore

ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce

e chi sarà il campione già si capisce.


Vai Girardengo, vai grande campione

nessuno ti segue su quello stradone

Vai Girardengo, non si vede più Sante

è dietro a quella curva, è sempre più distante.


E dietro alla curva del tempo che vola

c'è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola

se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale

Sante il bandito ha una mira eccezionale

e lo sanno le banche e lo sa la questura

Sante il bandito mette proprio paura

e non servono le taglie e non basta il coraggio

Sante il bandito ha troppo vantaggio.


Fu antica miseria o un torto subito

a fare del ragazzo un feroce bandito

ma al proprio destino nessuno gli sfugge

cercavi giustizia ma trovasti la Legge.


Ma un bravo poliziotto che sa fare il mio mestiere

sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere

e ti fece cadere la tua grande passione

di aspettare l'arrivo dell'amico campione

quel traguardo volante ti vide in manette

brillavano al sole come due biciclette

Sante Pollastri il tuo Giro è finito

e già si racconta che qualcuno ha tradito.


Vai Girardengo, vai grande campione

nessuno ti segue su quello stradone

Vai Girardengo, non si vede più Sante

è sempre più lontano, è sempre più distante

sempre più lontano, sempre più distante...


THE LOGICAL SONG

Supertramp

1979

When I was young, it seemed that life was so wonderful

A miracle, it was beautiful, magical

And all the birds in the trees, well they'd be singing so happily

joyfully, playfully watching me

But then they sent me away to teach me how to be sensible

And they showed me a world where I could be so dependable


Won't you please, please tell me what we've learned?

I know it sounds absurd


I said, now, watch what you say, they'll be calling you a radical

A liberal, oh, fanatical, criminal

won't you sign up your name?

We'd like to feel you're acceptable

Respectable, presentable, a vegetable


Please tell me who I am

There are times when all the world's asleep

The questions run too deep

For such a simple man


But at night, when all the world's asleep

The questions run so deep

For such a simple man


Won't you please, please tell me what we've learned?

I know it sounds absurd

Please tell me who I am, who I am, who I am


WHO CAN IT BE, NOW?

Men at Work

1981


1. Who can it be knocking at my door?

Go 'way, don't come 'round here no more

Can't you see that it's late at night?

I'm very tired and I'm not feeling right

All I wish is to be alone^^^

Stay away, don't you invade my home

Best off if you hang outside^^^

Don't come in, I'll only run and hide


Who can it be now? Who can it be now?

Who can it be now? Who can it be now?


1. Who can it be knocking at my door?

Make no sound, tip-toe across the floor

If he hears, he'll knock all day^^^

I'll be trapped and here I'll have to stay

I've done no harm, I keep to myself^^^

There's nothing wrong with

my state of mental health

I like it here with my childhood friend^^^

Here they come, those feelings again!


Who can it be now? x 4


Is it the man come to take me away?

Why do they follow me?

It's not the future that I can see

It's just my fantasy, yeah


Strum.

Ooh, who can it be now? Who can it be now? Who can it be now? Who can it be now? Who can it be now?


(Oh, wee oh)

Who can it, Who can it (Ooh ooh) Who can it be now? (Ooh ooh wee) Yeah yeah yeah

(Oh, wee oh)

Who can it, Who can it (Ooh ooh) Who can it be now? (Ooh ooh wee) Yeah yeah yeah


OVERKILL

Men at Work

1981


I can't get to sleep

I think about the implications

Of diving in too deep

And possibly the complications


Especially at night

I worry over situations

I know will be alright

Perhaps it's just my imagination


Day after day it reappears

Night after night

my heartbeat shows the fear

ghosts appear and fade away


Alone between the sheets

Only brings exasperation

It's time to walk the streets

Smell the desperation


At least there's pretty lights

And though there's little variation

It nullifies the night

From overkill


Day after day it reappears

Night after night

my heartbeat shows the fear

ghosts appear and fade away


CHORUS


I can't get to sleep

I think about the implications

Of diving into deep

And possibly the complications


Especially at night

I worry over situations that

I know will be allright

It's just overkill


Day after day it reappears

Night after night

my heartbeat shows the fear

ghosts appear and fade away

ghosts appear and fade away

ghosts appear and fade away


SLOW TRAIN COMING

Bob Dylan/Alberto Cagnin

1981

A volte, deluso e depresso

Mi meraviglio su ciò che accade ai miei amici 

Sono salvi o dispersi?

Non sanno il prezzo che serve per liberarsi

Da tutti i materialismi, che sono i veri nemici 


RIT.: E c’è un treno che va lento 

E che arriverà qui


Avevo una donna della bassa padovana

Era un tipo ricercato ma di certo concreto

Diceva “Ragazzo, lascia perdere tutto 

Potresti essere morto, 

come un dato di fatto” RIT.


Tutto il petrolio straniero

Che controlla il pensiero

Guardati intorno è destinato a creare problemi*

Sceicchi che girano in Ferrari

Con collane, anelli e orologi rari

Che decidono il nostro futuro

Da Milano a Bali RIT.


Solo


L’uomo è gonfio di ego, la sua legge è il menefrego, 

non si applica più, non è affidabile e non sa più aspettare

Nella casa dei nuovi eroi

Non c’è più spazio per noi

Lo sciocco si vanta, mentre il diavolo canta RIT.


Il trafficante di tempo, omicida e stregone

Il signore del bluff, dell’ingiustizia padrone

Sai che non è distante, gira vestito elegante

Tutta gente che si nasconde dietro alla religione       RIT.


C’è chi muore di fame e di sete

Mentre il silos è pieno, sapete che

costa più fare magazzino che sognare donando

C’è chi ti vuole omologato 

Bello pulito allineato 

Simulatore di amore fraterno 

Non è questo il mio mondo.


Un'estate fa

Pierre Delanoe/Michel Paul Fugain/Francesco Califano

Un'estate fa

La storia di noi due

Era un po' come una favola

Ma l'estate va

E porta via con se

Anche il meglio delle favole


L'autostrada è là ma ci dividerà

L'autostrada della vacanza

Segnerà la tua lontananza


Un'estate fa non c'eri che tu

Ma l'estate somiglia a un gioco

È stupenda ma dura poco

Poco, poco, poco


Un'estate fa

La storia di noi due

Era un po' come una favola

Un'estate in più

Che ci regalerà

Un autunno malinconico


L'autostrada è là ma ci dividerà

L'autostrada della vacanza

Segnerà la tua lontananza

Un'estate fa non c'eri che tu

Ma l'estate assomiglia a un gioco

È stupenda ma dura poco

Poco, poco, poco


E finisce qua la storia di noi due

Sono cose che succedono

L'autostrada della vacanza

Segnerà la tua lontananza

Ma l'estate assomiglia a un gioco

È stupenda ma dura poco

Poco, poco, poco


E finisce qua la storia di noi due

Due persone che si perdono

L'autostrada è là

Ma ci regalerà

Un autunno malinconico


THE HOUSE OF THE RISING SUN

Trad. folk

1850 ca.

There is a house in New Orleans,

they call the Rising Sun,

and it's been the ruin of many a poor girl,

and me, oh God, I'm one.


My mother was a tailor,

She sewed these new blue jeans,

My sweetheart was a gambler,

Down in New Orleans.


Now the only thing a gambler needs,

is a suitcase and a trunk,

and the only time that he's satisfied,

is when he's on a drunk.


Oh tell my baby sister,

not to do what I've done,

but shun that house in New Orleans,

they call the Rising Sun.


Well with one foot on the platform,

and the other foot on the train,

I'm going back to New Orleans,

to wear that ball and chain.


I'm going back to New Orleans,

my race is almost run,

I'm going back to end my life,

down in the Rising Sun


There is a house in New Orleans,

they call the Rising Sun,

and it's been the ruin of many a poor girl,

and me, oh God, I'm one.


Vince chi molla

Niccolò Fabi 

Lascio andare la mano

che mi stringe la gola

Lascio andare la fune

Che mi unisce alla riva

Il moschettone nella parete

L'orgoglio e la sete

Lascio andare le valigie

I mobili antichi

Le sentinelle armate in garritta

A ogni mia cosa trafitta


Lascio andare il destino

Tutti i miei attaccamenti

I diplomi appesi in salotto

Il coltello tra i denti

Lascio andare mio padre e mia madre

E le loro paure

Quella casa nella foresta

Un umore che duri davvero

Per ogni tipo di viaggio

Meglio avere un bagaglio leggero

 

Distendo le vene

E apro piano le mani

Cerco di non trattenere più nulla

Lascio tutto fluire

L'aria dal naso arriva ai polmoni

Le palpitazioni tornano battiti

La testa torna al suo peso normale

La salvezza non si controlla

Vince chi molla

Vince chi molla


A MUSO DURO

Pierangelo Bertoli

1980

Scrivere versi con la penna

Cantare canzoni per la strada

Senza dosare

Osare

E adesso che farò non so che dire

Ho freddo come quando stavo solo

Ho sempre scritto i versi con la penna

Non ho ordini precisi di lavoro

Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani

E quelli che rubavano un salario

I falsi che si fanno una carriera

Con certe prestazioni fuori orario


Canterò le mie canzoni per la strada

Ed affronterò la vita a muso duro

Un guerriero senza patria e senza spada

Con un piede nel passato

E lo sguardo dritto e aperto nel futuro


Ho speso quattro secoli di vita

E fatto mille viaggi nei deserti

Perché volevo dire ciò che penso

Volevo andare avanti ad occhi aperti

Adesso dovrei fare le canzoni

Con i dosaggi esatti degli esperti

Magari poi vestirmi come un fesso

Per fare il deficiente nei concerti


Canterò le mie canzoni per la strada

Ed affronterò la vita a muso duro

Un guerriero senza patria e senza spada

Con un piede nel passato

E lo sguardo dritto e aperto nel futuro


Non so se sono stato mai un poeta

E non mi importa niente di saperlo

Riempirò i bicchieri del mio vino

Non so com'è però vi invito a berlo

E le masturbazioni cerebrali

Le lascio a chi è maturo al punto giusto

Le mie canzoni voglio raccontarle

A chi sa masturbarsi per il gusto


Canterò le mie canzoni per la strada

Ed affronterò la vita a muso duro

Un guerriero senza patria e senza spada

Con un piede nel passato

E lo sguardo dritto e aperto nel futuro

E non so se avrò gli amici a farmi il coro

O se avrò soltanto volti sconosciuti

Canterò le mie canzoni a tutti loro

E alla fine della strada

Potrò dire che i miei giorni li ho vissuti


FOLSOM PRISON BLUES / GIUDECCA PRISON BLUES

Johnny Cash/Alberto Cagnin

1957/2008

[E]Na grande nave a scacchi

traversa ea Giudecca

El soe o vedo a tocchi, ogni tanto i me becca

So in [A]carcere a Venezia, ma el tempo passa[E]rà

In[B]tanto vardo e navi...chissà dove che e [E]va...


Quando che gero boccia, mia mama me dizeva

Fa sempre el bravo fìo, chi xe che a scoltava

Tra espedienti e colpi, me a so sempre cavà

E quando i me fermava.... no so mai scampà


Soli


Scometo che soa nave i xe tutti riconi

Che beve aperitivi che se spacca un fià i maroni

Ma anca mi comunque no a me passa tanto ben

A tuti i crocieristi... ghe metarìa el ve-en

Se i me fa vegnere fora

Aea prosima ocasion

Mi monto sora a nave, vago via da sta preson,

El più ontan possibie, cara Venessia mia,

Me fasso na crociera... a sfiga xe finìa


GIOVANE RESTANDO

FOREVER YOUNG (Bob Dylan)

Traduzione di Tito Schipa jr., con adattamento metrico by BrentaBlues

Dedicata a Don Franco Marin



Dio ti parla e ispira sempre

Si avvereranno i sogni tuoi

tu che aiuti sempre gli altri

e gli altri ti aiutano, sì lo vuoi


E sulla scala per le stelle

ogni gradino ti aiuta salendo

sempre giovane, sempre giovane restando


Giovane restando


Tu che cresci nella giustizia

tu che cresci nella verità

tu che sempre conosci il vero

bellezza ti circonderà


Tu che hai sempre coraggio

forte ed eretto rimanendo

sempre giovane, sempre giovane restando


Giovane restando


La tua mano opera sempre

i tuoi piedi sono veloci

tu hai radici forti

in mezzo al vento degli incroci


Nel tuo cuore hai sempre gioia

la tua canzone sempre cantando

sempre giovane, sempre giovane restando


Giovane restando



Grazie Torreglia!

Grazie per essere passati stasera e... alla prossima!


BrentaBlues





 
 
 

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